Pensieri ad alta velocità

Sono sul treno, viaggio ad alta velocità da Firenze a Milano, rientrando a casa dopo due giorni a Scuola.

Accanto a me osservo con ammirazione una famiglia di stranieri. Non riesco a capire da dove provengano ma probabilmente dal nord europa. Hanno con sè due grandi valigie molto pesanti, una valigia piu piccola, un passeggino e due bambini che avranno all’incirca 7 e 3 anni. Mi spingo a immaginare che  siano venuti in Toscana, questa bellissima regione italiana, per una vacanza, che abbiamo soggiornato in un agriturismo per famiglie, con piscina e giochi per i bambini, magari degli animali.

Li ammiro perché hanno avuto il coraggio di assecondare la voglia di partire, sapendo che sarebbe stato impegnativo e faticoso viaggiare con bagagli pesanti e due bambini, in una terra straniera; hanno intravisto oltre questo il meritato riposo alla meta, la soddisfazione di godere di nuove prospettive e di rientrare poi a casa arricchiti. Arricchiti tanto che la vita dopo non può più essere vista con gli stessi occhi, nè dai grandi nè dai più piccoli. Lo sguardo è pieno, l’animo ristorato, il corpo energico.

Penso che questa possa essere una buona metafora del percorso psicologico breve strategico, di chi è affaticato, magari insoddisfatto, o bloccato da un problema cui con vede soluzione, e decide di intraprendere il viaggio, e probabilmente lì per lì vede solo le difficoltà e gli ostacoli (che ci saranno, come c’erano prima…), ma alla fine, come al rientro da una bella vacanza, sentirà il cambiamento, inesorabilmente appagante…. irrimediabilmente irreversibile….