Disturbo post traumatico da stress

A seguito di avvenimenti o esperienze che ci coinvolgono in modo particolare, può capitare di avere la sensazione, prolungata nel tempo, di “essere ancora là”, di rivivere costantemente quel momento. Il passato invade il presente sotto forma di immagini e pensieri invadenti e possiamo percepire un senso di vulnerabilità, sentirci non al sicuro.

Quel momento traumatico, che spezza la nostra esistenza in un prima e un dopo, più essere un incidente, un lutto, una violenza. Vissuto in prima persona o osservato da spettatore.

Quel che accade “dopo” è che le immagini, i pensieri, le sensazioni di quel momento, invece che rimanere nel passato, si fanno ripetutamente presenti, si ripresentano in continuazione, nonostante ogni tentativo di dimenticarli, di scacciarli dalla mente, dagli occhi, dalle orecchie.

Un’altra cosa che spesso si fa in questi casi, oltre a sforzarsi di dimenticare, è cercare di “buttare fuori”, parlandone e parlandone in cerca di un senso che però sfugge; oppure cerchiamo rassicurazioni rispetto alla paura che sentiamo.

Ma nulla rincuora a lungo, e la paura e il senso di pericolo crescono dentro di noi.

Il dolore e la rabbia possono essere onde insormontabili, il mare è in tempesta.

E allora può essere che iniziamo a evitare ciò che può riportare là. La vita “dopo” gira intorno a quel dannato evento; ogni gesto, ogni scelta è volta a cercare di riprendere il controllo, sedare la paura, cacciare immagini e sensazioni invadenti.

Come spesso accade, quello che agiamo nel tentativo di stare meglio, diventa parte del problema invece che aiutarci a risolverlo.

Tutto questo è un fenomeno ben noto e molto ben identificabile, per il quale c’è via d’uscita.

Il passato non può essere cambiato, quel che è stato, nel bene e nel male, è stato. Quel che tutti possiamo fare è cambiare gli effetti del passato sul presente. Da vittime del nostro destino possiamo diventarne artefici.